Ispirazione

•6 gennaio 2012 • Lascia un commento

Mi stavo chiedendo cos’è che ci dà l’ispirazione. Cos’è poi, ispirazione…

Saperlo lo so, è spiegarlo che non è facile.

E allora mi chiedo, anche tutta questa voglia di espremersi, da dove viene, e… soprattutto, dove mi porta?

Quello che ho deciso è: ovunque mi porterà, io la seguirò.

Perchè lei fà parte di me, e lei sà cosa è il meglio per me.

E seguirla è il modo migliore di dirle “Grazie”.

Non ti mollerò più, puoi starne certa.

L’alternativa è la morte, la fine di me stessa, e stare qui non essendo me stessa, non serve a niente.

A presto.

R

Come si fa

•10 novembre 2010 • 1 commento

Come si fa a rimanere calmi quando tutto intorno brucia; come si fa a raccontare quando si è visto l’inferno e ci sei dovuto entrare dentro tutto quanto, immergertici dalla testa ai piedi; come si fa a raccontarlo, quali parole usare quando vorresti urlare e la gente ti guarda per interpretare i tuoi sguardi, i tuoi muscoli facciali. Quando gli altri vorrebbero capire come fai a stare ancora in piedi e dover correre, correre, correre.

Sì, devo ancora correre, lo so che la corsa non è finita.

Anche io mi chiedo come farlo, eppure non ho il tempo per pensare, posso solo agire come il cuore mi detta in quel momento. E sperare che Chi stà sopra di me ascolti la mia fede nel suo aiuto.

Perchè io ancora spero, ancora chiedo aiuto e ancora credo di poterlo ricevere.

Posso attraversare queste prove solo se sorretta, questo è indubbio.

Non credo che svaniscano nel nulla i nostri sforzi, i nostri sentimenti, il nostro amore e neanche la nostra rabbia, la nostra voglia di vivere.

Perchè poi in fondo di questo si tratta, della nostra voglia di vivere, e di quanto crediamo che valga la pena.

Il Signore non si scandalizzerà se dirò che ci sono certe prove che possono farci… non lo dirò, dirò solo, grazie per non averci messo alla prova. Anzi, Grazie di sostenerci nella prova.

Dal blog di Manfredi Tumminello: Lentamente – Pablo Neruda

•1 settembre 2010 • 1 commento

 

Citazione

Lentamente – Pablo Neruda

Lentamente – Pablo Neruda

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

 
Penso che in molti conoscano questo scritto, più per moda forse, o per una delle migliaia di catene di s. Antonio che vagano disperate su internet alla ricerca d’importanza.
Penso allo stesso tempo però, che sapere per imparare sia importante quanto imparare per sapere, quindi, una pillola di saggezza ogni tanto non fa male…
ed è gratis.
Buona lettura.
 
 
 
 
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Il cambiamento

•23 aprile 2010 • Lascia un commento
"Il cambiamento
 arriva
quando la meditazione e la preghiera si trasformano
 in azione"
Dalai Lama 

In effetti

•9 aprile 2010 • Lascia un commento
In effetti qualcosa di simile alla neve rossa, nella mia vita è sceso. Mi avevano avvertito che ad ogni azione segue una reazione, e che bisognava stare attenti a schivare il colpo, ma io sono ancora qui, viva e scalpitante.
Bisogna stare attenti a ciò che si chiede nelle preghiere, perchè arriverà, magari con una altra forma; se ti fermi a riflettere, riconoscerai i tuoi passi, le tue orme e le onde che le hanno cancellate. Eppure tutto continua a esistere, tutto è qui in questo momento. Tutto si trasforma ma rimane fedele a sè stesso.
Affrontiamo l’inferno pensando che ci distruggerà, e invece,
siamo sempre noi stessi.
Magari da un’altra parte.
 

La neve rossa

•7 novembre 2009 • 1 commento
Ieri pensavo che sarebbe scesa la neve rossa… Dopo anni di vita passata a giocare in ritirata, ho deciso di passare al contrattacco.
Mi ha veramente fatto pensare la poesia di Neruda che dice che muore lentamente chi ogni giorno percorre la stessa strada, non parla agli sconosciuti.
Vivere dice, richiede uno sforzo maggiore del semplice respirare.
Non basta per dire di essere vivi, trascinarsi, magari in ciò che non ami.
Non voglio vivere così, per quanto costi, la parola d’ordine è: no. Agire e reagire.
Se il presente ti presenta una realtà che non vuoi, cambiala. Potrebbe non essere facile, ma nessuno ha detto che sarebbe stato facile.
Sante parole, Andrea Capaccioli, ovunque tu sia, non l’ho dimenticato. Non l’ho dimenticato.

La scelta

•27 settembre 2009 • 2 commenti
Ho appena finito di leggere "La scelta" di Og Mandino; giunto a me "per caso" dopo 13 anni dal momento in cui ne avevo sentito parlare.
E’ molto difficile fare congetture e tanto più tentare di spiegare che giri compie il destino.
Che ci si creda o no, preordinato o no, il destino c’è, e fà parte di noi, della nostra storia.
Credo che la scelta riguardi il seguirlo o meno; come dicevano i latini, dolentes traunt, volentes ducunt.
Non si può scappare da ciò che si è. Vedo il destino come la nostra vera essenza, quella di cui siamo fatti, e che non può cambiare per quanto ci ostiniamo di passarci sopra.
Ieri, riascoltando le parole del Gabbiano Jonathan Livingstone, questo mi è balzato agli occhi: "adeguarsi a sè stessi". E non sforzarsi di vivere come non ci appartiene.
Grazie. Grazie.
R.
 
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